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Caffè, 10 benefici e PERICOLI nascosti

caffè benefici e pericoli

Il caffè fa bene?

Chi ha detto che tutte le cose deliziose sono dannose per la salute o portano all’ingrassamento? È vero che spesso questo cliché è veritiero, ma c’è un’eccezione che vale la pena menzionare: il caffè. Sorprendentemente, il Beverage Guidance Panel, un gruppo di esperti indipendenti che forse non avevi mai sentito nominare fino a pochi minuti fa, ci informa che, dopo l’acqua, il tè e il caffè sono le due bevande più consumate al mondo e, inoltre, si posizionano come le bevande più salutari che si possano godere.

Soprattutto quando vengono consumati senza aggiunta di zuccheri o dolcificanti, il caffè e il tè diventano un’autentica miniera di antiossidanti, flavonoidi e altre sostanze biologicamente attive che possono apportare notevoli benefici alla salute.

Cosa c’è di più appagante che gustare una bevanda deliziosa sapendo che il suo consumo contribuisce al benessere del nostro organismo?

Oggi desidero dimostrarti questo con una lista di 12 effetti positivi che il caffè ha sulla salute, senza trascurare un paio di considerazioni sulle controindicazioni…

4 tazzine di caffè viste dall'alto

Sì, iniziamo dai benefici, ma ricordati sempre che nessun alimento è indispensabile e se non potessi berlo o consumarlo, o semplicemente non ti piacesse, beh, poco male, non c’è ragione di cominciare, anche perché alla fine dei conti in realtà un alimento va sempre valutato nel contesto generale della persona, delle sue abitudini e del resto della sua dieta ed è improbabile che da solo possa fare la differenza. Ma iniziamo!

  1. Riduce il rischio di morte per tutte le cause, un modo che i ricercatori hanno per dire che aumenta la longevità. Più correttamente dovremmo tuttavia dire che esiste un’associazione tra consumo di caffè e ridotto rischio di morte,
  2. e la stessa associazione la ritroviamo anche se ci concentriamo su malattie cardiovascolari e tumori, come ad esempio tumore della prostata, tumore dell’endometrio, melanoma e tumori della pelle, tumore orale, leucemia e cancro al fegato. Interessante scoprire che per prostata, endometrio, melanoma e fegato si osserva un’interessante rapporto lineare tra dose e protezione. Tra i possibili meccanismi un effetto protettivo sul DNA.
  3. A proposito di fegato, si osserva anche un ridotto rischio di numerose patologie epatiche
  4. e forse ancora più interessante è l’effetto sul metabolismo: il consumo di caffè viene costantemente associato a un minor rischio di sviluppare diabete di tipo 2, oltre che di sindrome metabolica, anche se non si conosce ancora con certezza la ragione. Tra le ipotesi allo studio ci sono gli effetti termogenici, antiossidanti e antinfiammatori, ma anche la modulazione del segnale operata sul recettore dell’adenosina e la modifica al microbiota intestinale.
  5. Eh già, perché migliora la diversità del microbiota intestinale, quella che una volta si chiamava più pittorescamente flora batterica intestinale, e una maggior diversità è considerata positiva per la salute.
  6. Il consumo di caffè viene poi spesso associato a un minor rischio di sviluppare Parkinson, Alzheimer, ma anche depressione e disturbi cognitivi in genere.
  7. Ma bere caffè può anche ridurre il rischio di sviluppare calcoli biliari, prevenendo così il rischio di operazioni chirurgiche di rimozione della cistifellea e altre antipatiche complicazioni.
  8. Migliora la regolarità intestinale… Pensa che quasi un terzo dei bevitori di caffè dichiara di aver bisogno di evacuare entro 30 minuti dal consumo.
  9. A patto di non zuccherarlo, la caffeina potrebbe contribuire al mantenimento di un sano peso corporeo.
  10. E in ultimo, ma quanto fa stare bene la caffeina? Nota per la sua capacità di contrastare la stanchezza e aumentare i livelli di energia, è una sostanza capace di bloccare i recettori dell’adenosina, un  neurotrasmettitore correlato al senso di stanchezza.

Il caffè fa male?

Prima di passare alle controindicazioni, la parte di questo articolo che più m’interessa, ecco il vero messaggio educational… Quante volte ti sei imbattuta in altri articoli contenenti elenchi come quello che ti ho appena fatto… eppure nessuno ti dice mai che nella maggior parte dei casi le conclusioni sono un po’ troppo frettolosamente

  • tratte da studi osservazionali, che per definizione non consentono di evidenziare la presenza di rapporti di causa-effetto;
  • hai idea di quante miscele di caffè esistano al mondo? Per tacere poi delle numerose modalità di preparazione… è improbabile che questa variabilità non abbia un peso rilevante in termini di effetti biologici;
  • e poi ovviamente le dosi necessarie, intese sia come frequenza di consumo che come durata nel tempo,
  • così come la possibile influenza di una risposta individuale, aspetto determinante ma troppo spesso sottovalutato quando si parla di nutrizione; anche quando uno studio dimostra che il consumo di caffè prolunga la durata della vita riducendo l’infiammazione o migliorando la funzionalità polmonare o la sensibilità all’insulina, il risultato è sempre una media ottenuta tra i diversi partecipanti allo studio, che possono in realtà rispondere più o meno positivamente alla bevanda. E com’è possibile? Beh, ad esempio in conseguenza di differenze nei batteri intestinali, che possono metabolizzare le sostanze in modo diverso, come accade ad esempio quando si parla di derivati della soia e menopausa.

Quando si parla di caffeina, che per inciso è solo una delle tante sostanze presenti nel caffè seppure probabilmente anche la meglio caratterizzata scientificamente, è piuttosto noto tra i ricercatori di come alcune persone siano in grado di metabolizzarla rapidamente, ma esistono i cosiddetti metabolizzatori lenti che, a causa di varianti genetiche che riguardano il fegato, la metabolizzano in modo differente. Potrebbe fare la differenza? Sì, è probabile, molto probabile secondo questo studio.

Ma c’è di più, pensa che in base alle conclusioni di questo altro lavoro di ricerca nei metabolizzatori lenti il consumo quotidiano di caffè aumenta le probabilità di un infarto, mentre nei metabolizzatori rapidi risulta protettivo, a patto di non esagerare con le dosi.

Perché?

Secondo gli autori “gli effetti protettivi osservati tra i metabolizzatori rapidi suggeriscono che una rapida eliminazione della caffeina potrebbe prevenire gli effetti di questa sostanza esaltando i benefici di altri principi attivi”.

Va beh, tanto i metabolizzatori lenti saranno pochi, giusto? Sbagliato, hai una probabilità su due di essere un metabolizzatore lento… poi vabbeh, subentrano anche altri fattori, ma ci siamo capiti, no?

E come si fa a capire se si è metabolizzatori lenti o veloci? La certezza può derivare solo da analisi genetiche, che io NON ti consiglio di fare e se ne vuoi ne parliamo, ma se noti di patire un po’ la caffeina, ad esempio in termini di pressione e battito cardiaco, questi potrebbero essere segni suggestivi, per quanto non fonte di certezza.

Una buona soluzione potrebbe quindi essere optare per il decaffeinato, sostanzialmente identico a parte la caffeina, o magari alternando le due preparazioni per non esagerare con la caffeina.

Controindicazioni

E comunque il caffè non è per tutti, ad esempio pazienti affetti da glaucoma, epilessia o da reflusso gastroesofageo potrebbero mal sopportare un rapporto rischio/beneficio non favorevole con la caffeina, anche se poi in realtà ci sarebbero di nuovo da fare mille distinguo:

Dubbi simili esistono in merito ad un possibile aumento del rischio di fratture, ma come la mettiamo per quanto riguarda nervosismo, ansia, insonnia, pressione alta e battiti cardiaci?

Per ciascuna condizione si potrebbe fare un video a parte, anche se ho il sospetto che l’effetto netto potrebbe dipendere da fattori individuali, come ad esempio la variante genetica di metabolizzazione di cui parlavamo prima… ma certamente se sai di patire un po’ il caffè, soprattutto con caffeina, non ho dubbi ne consigliarti di evitarlo.

Insomma… caffeina croce e delizia… Direi proprio di sì, anche ripensando a quando abbiamo parlato addirittura del rischio di sviluppare dipendenza da questa sostanza.

Ah, già che ci siamo, il Frappuccino non è un caffè, ma piuttosto va considerato un dolce… quello che voglio dire è che se consumato con aggiunte di grassi e zuccheri non dobbiamo dimenticarci che trasformiamo una bevanda priva di calorie in qualcosa di completamente differente. Non dico che sia vietato in senso assoluto, semplicemente dobbiamo averne consapevolezza e regolarci poi di conseguenza.

Conclusioni

Ti ho confuso le idee, giusto? Sembra strano, ma era un po’ l’obiettivo che mi ero proposto… farti riflettere sul fatto che spesso diamo grande peso a singoli alimenti o bevande ma che in realtà, salvo casi specifici, da soli non spostano poi così tanto il bilancio di salute.

Come dice giustamente Gabriele Bernardini, è la somma che fa il totale: possiamo interrogarci finché vogliamo sulla bontà di un singolo alimento, ma se il tuo stile di vita fa schifo anche la miglior bevanda del mondo non sposterà alcun equilibrio.

Ma insomma, il caffè va bevuto o no?

Guarda, posso risponderti in due diversi modi:

  • Modalità scientifica: gli autori della review che ha orientato la scrittura di questo articolo scrivono che
    • Il consumo di caffè è più spesso associato a benefici che a pericoli.
    • Il caffè contiene una complessa miscela di sostanze bioattive capaci di esprimere meccanismi biologici plausibili a beneficio della salute. È stato dimostrato che contribuisce in gran parte all’assunzione giornaliera di antiossidanti dietetici, più di tè, frutta e verdura.
  • Modalità mia: Abbiamo un sacco di indizi che puntano a possibili effetti positivi sulla salute e poco o nulla che ci faccia preoccupare, salvo specifiche condizioni. Io ad oggi ritengo, ma sottolineo che non è un parere basato su evidenze solide che come detto non esistono, che un consumo moderato di caffè sia da incoraggiare. Ovviamente a patto che ti piaccia, che non ti causi effetti indesiderati e che tu non abbia ragioni specifiche per evitarlo, nel qual caso soprassiedi pure e dai magari un’occhiata alle diverse varietà di tè o all’ibisco.

Per inciso, tornando alla domanda iniziale “Chi l’ha detto che tutte le cose buone o fanno male o fanno ingrassare?” vedi che in realtà non è mai tanto un problema di alimento, quanto più di dosi. Esempio banale ma significativo: esiste qualcosa di più necessario dell’acqua? Eppure anche l’acqua a dosi eccessive diventa pericolosa.

E il caffè? Quanto al giorno? L’EFSA lo valuta in termini di caffeina e consiglia di non superare

  • dosi singole di caffeina fino a 200 mg
  • e un totale di 400 mg al giorno

per adulti di circa 60-70 kg.

Tanto per intenderci un espresso potrebbe contenere mediamente 80 mg di caffeina, una lattina di Coca-cola circa la metà.

Fonti e bibliografia

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