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Cosa fa il caffè alla pressione del sangue?

Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo, apprezzato per il suo gusto e per l’effetto stimolante dovuto alla caffeina. Tuttavia, molti si chiedono quali effetti possa avere sul sistema cardiovascolare, in particolare sulla pressione arteriosa. Esaminiamo cosa dicono le ricerche scientifiche a riguardo, cercando di offrire un quadro chiaro e dettagliato.

Caffeina e pressione arteriosa

Uomo si versa addosso del caffè

Shutterstock/Andrey_Popov

La caffeina è un alcaloide che agisce principalmente come stimolante del sistema nervoso centrale, ma è anche in grado di esercitare notevoli effetti sul sistema cardiovascolare. Diverse ricerche hanno studiato l’impatto acuto della caffeina sulla pressione arteriosa.

Uno studio pubblicato sul prestigioso “American Journal of Clinical Nutrition” ha evidenziato che il consumo di caffè può portare ad un incremento temporaneo della pressione sistolica e diastolica, che tuttavia è in grado di persistere per 3 ore o più.

Questo effetto è più evidente nelle persone che non consumano regolarmente caffeina.

Alcuni ricercatori ipotizzano che la caffeina possa bloccare un ormone che aiuta a mantenere le arterie dilatate, mentre altri pensano che la caffeina stimoli un maggior rilascio di adrenalina dalle ghiandole surrenali.

Effetti a lungo termine

Quando si considerano gli effetti a lungo termine del consumo di caffè sulla pressione arteriosa, i dati sono meno univoci. Alcuni studi longitudinali suggeriscono che, nonostante gli incrementi temporanei della pressione post-consumo, l’uso regolare di caffè non sembra aumentare il rischio di sviluppare ipertensione cronica. Anzi, una meta-analisi pubblicata nel “Journal of Human Hypertension” ha suggerito che in alcuni casi il consumo moderato di caffè potrebbe essere addirittura associato a un leggero effetto protettivo contro l’insorgenza dell’ipertensione.

Variabilità individuale

È importante sottolineare che la risposta alla caffeina può variare significativamente da individuo a individuo. Fattori genetici possono influenzare il metabolismo della caffeina, determinando differenze nella durata e nell’intensità degli effetti sulla pressione arteriosa. Ad esempio, individui che esprimo una certa variante del citocromo CYP1A2 metabolizzano la caffeina più lentamente, potendo quindi risultare più esposti agli effetti collaterali della sostanza.

Come verificare?

Per vedere come si risponde personalmente alla caffeina si consiglia di:

  1. misurare la pressione sanguigna,
  2. bere un caffè (od altra fonte di caffeina),
  3. misurare nuovamente la pressione dopo 30-120 minuti.

Se la pressione sanguigna aumenta (indicativamente si rileva un incremento di circa 5-10 punti) si potrebbe essere sensibile agli effetti di aumento della pressione sanguigna della caffeina.

Raccomandazioni

Per la maggior parte delle persone, il consumo moderato di caffè (equivalente a 2-3 espressi al giorno) sembra essere sicuro e non dovrebbe comportare significativi problemi di pressione arteriosa. Tuttavia, persone con disturbi cardiaci esistenti, ipertensione non controllata, o che sono particolarmente sensibili alla caffeina dovrebbero considerare di limitare l’assunzione e consultare il proprio medico.

L’American Heart Association, sulla base di un recente lavoro di ricerca, raccomanda ai pazienti con pressione sanguigna severamente aumentata che bevono due o più tazzine di caffè ogni giorno di limitarne il consumo.

Insomma, come scrivono i ricercatori di Harvard:

Il caffè e la pressione sanguigna sono fattori di un’equazione complessa, ma che si può semplificare a questo: quando si tratta di caffè, la scelta è tua. Se ti piace il caffè, bevilo a tuo piacimento. Ma se ti dà fastidio, riduci il consumo o rinuncia.

Fino a quando non saranno disponibili conclusioni certe, il buon senso e la moderazione sono le migliori linee guida. E che tu scelga o meno di bere caffè, non lasciare che la domanda susciti preoccupazioni che potrebbero davvero aumentare la tua pressione sanguigna.

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